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Tra case abbandonate o abitate a fatica, la porta del Circolo si spalanca su un tempo immobile: tavoli coperti dal panno verde dove si gioca a pinnacola e briscola o dove si organizza la tombola del sabato, vecchie foto alle pareti, al piano superiore due biliardi lisi in stile impero.
Sembra incredibile, ma ci si diverte ancora così. Sembra incredibile, ma nel cuore di Torino si può ancora stare assieme senza happy hour. Qualche volta, al massimo, si organizza un ballo e magari il presidente suona la tromba, lui che viene dal mondo delle bande musicali. Si chiama Gianemilio Galliano, non c'entra niente con il re, ha solo «l'orgoglio di tenere in vita questo posto, con fatica, sacrifici: ci autofinanziamo, e quando non basta apriamo il portafoglio, diamo il bianco, ripariamo».
C'è stata crisi, all'inizio del millennio: la chiusura dei campi da bocce aveva allontanato gli anziani, l'angolo della vecchia Torino sfiorava l'agonia, ma adesso i soci sono di nuovo più di quattrocento e mica solo pensionati, abbiamo una squadra di calcetto A5, il Gruppo Folk che si esibisce in danze tradizionali piemontesi, organizziamo eventi culturali.
«Siamo puri, nel senso che non abbiamo colori politici né padrini. Noi vogliamo solo stare assieme, vivere serenamente, coltivare l'amicizia e portare avanti l'attività voluta dai Soci Fondatori».
Qui si radunano l'Alfa, un club di appassionati della montagna: organizza ciaspolate e sci di fondo, in sede proietta reportage dai monti e dal mondo; il Cast, appassionatissimo gruppo di tifosi del Toro: casinari e pacifici, organizzano le trasferte per andare a vedere la squadra, tifano con il cuore, promuovono eventi conviviali. Un socio manda avanti il bar, una socia la cucina, il presidente manda sms per le occasioni speciali, altri Soci collaborano per le serate culturali e per la gestione della squadra di calcetto, per realizzare i costumi del gruppo danzante...
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